Il Borgo

Il borgo di Crognolo, nella parrocchia di Borzano, arricchisce - con altri - il comune di Canossa.

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Il borgo di Crognolo, che fa parte della parrocchia di Borzano, è uno dei tanti borghi rurali che arricchiscono il comune di Canossa, soprattutto nell’area sud-occidentale compresa tra il comune di Vetto e le località di Borzano, Roncaglio, Vedriano.

La zona, per la sua ottima esposizione al sole, era abitata fin dall’età del bronzo.

L’origine del borgo di Crognolo risale al tardo medioevo con il consolidamento nella zona della signoria degli Estensi avvenuta nel XV secolo. Fino a quel periodo regnava nella zona una grande insicurezza, dovuta alle lotte feroci tra i feudatari, che portava gli abitanti del territorio ad abitare in capanne di paglia e legno a ridosso delle rocche canossiane.

Il miglioramento delle condizioni socio-economiche incoraggiò i rurali a costruire nuove abitazioni, questa volta più solide, nelle aree meno esposte alle frane e più favorevoli alle attività agricole: questi borghi rurali erano caratterizzati in genere da una o più case a torre.

Tra questi borghi nel 1500 è nato Crognolo, come conferma la data 1536 sopra a una rosa celtica, incisa sull’architrave di una porta.

Il borgo appare con il nome di Crognuolo anche in una carta risalente al 1650 del “Ducato di Modena Regio et Carpi con il dominio della Garfagnana” – Amstedolami (l’attuale Amsterdam).

Un rogito del 1600 ci dice che il borgo costituisce il regalo di nozze per la sposa del conte Della Palude, signore della zona in questo periodo. Il possesso del borgo passerà poi ai signori Rossi, che lo manterranno fino al dopoguerra.

Diversi sono stati i mutamenti architettonici subiti dal borgo nel corso degli anni: sono stati aggiunti nuovi edifici, altri sono stati distrutti dalla fatalità o dall’incuria degli uomini, ma soprattutto dall’abbandono dovuto alla emigrazione massiccia degli abitanti della zona nel dopoguerra.

E’ solo con gli anni ’80 che il recupero dei valori della campagna porta alla rinascita del borgo.

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